Tutti questi nomi vivono nella ISA-95, un modello che divide la fabbrica in livelli — campo, controllo, produzione, gestione. In pratica però nessun reparto parla per livelli. Parla per problemi: chi guarda gli allarmi in tempo reale, chi traccia i lotti, chi schedula la produzione, chi controlla il magazzino. Quei problemi mappano su strumenti diversi, e capire chi fa cosa è il primo passo.
Le definizioni che contano sul piano della fabbrica, non quelle del white paper:
PLC (Programmable Logic Controller)
Lo strato che parla con i sensori e gli attuatori — apre valvole, ferma nastri, legge encoder. Cicli da pochi millisecondi. Il PLC è la verità sul campo: se il PLC dice che la valvola è chiusa, è chiusa. Marchi tipici: Siemens S7-1500, Rockwell Logix, Beckhoff, Omron.
SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition)
Lo strato che supervisiona uno o più PLC in tempo reale. Mostra cruscotti, allarmi, andon, storici di processo. Permette di mandare comandi al campo via interfaccia umana — start, stop, ricetta, reset allarme. Il SCADA è gli occhi del capo turno.
MES (Manufacturing Execution System)
Lo strato che esegue l'ordine di produzione: lo schedula sulla linea, lo traccia per lotto, conta le unità buone e scarti, calcola l'OEE, dialoga con l'ERP. Il MES è la memoria di cosa è stato prodotto, da chi, su quale macchina, con quale ricetta.
WMS (Warehouse Management System)
Lo strato che gestisce il magazzino: ricezione, ubicazioni, prelievi, FEFO/FIFO, spedizioni. In F&B e farmaceutico è critico per scadenze e tracciabilità lotto a valle.